Giovedì 23 settembre 2010
La giornata si apre con attività tranquilla, ma l’attesa è spasmodica fino a quando alle ore 16.00 il gruppo si ritrova per la partenza , si viaggia sino a Bergamo e senza particolari problemi ci si imbarca alla volta della destinazione finale.
Il gruppo è cosi composto: geometra con famiglia al seguito + uomo da lavoro il missile the “prime” , io con dolce metà e moglie di Diesel , il Diesel arriverà nella giornata di sabato mattina.
Giunti nella capitale tedesca veniamo accolti dall’autista che fa sbavare le signore , di fatto un bel ragazzo da 1.90 che ci conduce sino all’albergo.
Assegnate le camere decidiamo di andare a degustarci un paio di birrette che vengono accompagnate anche da una bottiglia di vino per un disguido dovuto alle camere dei bimbi. Quindi nanna.
Venerdì 24 settembre 2010
Berlino si presenta al meglio , una giornata primaverile ci permette di girare per la città, che è stupenda, visitiamo il centro, dalla porta di Brandeburgo per Unter den Linden ; già profuma di gara .
Alcuni operai sono all’opera per preparare il palco e tutto ciò che serve all’evento, nel pomeriggio lasciamo le signore all’arte dello shopping , mentre noi ci dirigiamo al Tempelhof, vecchio aeroporto militare statunitense, che per l’occasione viene usato come parco maratona, ricco di stand sportivi eventi collaterali e chiaramente utilizzato per il recupero pettorali, attività che viene espletata in maniera veloce e funzionale, insomma la solita Germania precisa.
Nel tardo pomeriggio sgambettiamo un po', 6 km per far girare le gambe . la sera ci dirigiamo nella zona della Nikolai Kirke , una delle zone più caratteristiche della città, ricca di posticini tipici per mangiare in ambito alemanno.
Sabato 25 settembre 2010
La mattina si presenta con il classico cielo Tedesco tipicamente nordico , uggioso, un po' freddino, e mentre stiamo facendo colazione, arriva anche diesel l’ultimo della combriccola , con un grande problema , come farà a trovare la gazzetta il giorno dopo?
Comunque continuiamo a girovagare per la città vistiamo anche la parte di muro rimasta in piedi usata come museo, mentre evitiamo di addentrarci nei musei attigui, il pomeriggio causa pioggia che incomincia a bagnare il tracciato e ovviamente causa alcuni disagi si risolve con un caffe da Starbucks , quindi io e la mia consorte ci dirigiamo presso una nota marca di abbigliamento Esprit e il topo come la chiamo io fa alcuni acquisti; la sera cena e nanna presto la sveglia suonerò all’alba, l’albergo riempitosi di atleti organizzerà la colazione già alle 6.00.
Domenica 26 settembre 2010 BIG DAY
La sveglia suona alle 5.30, fuori è buio e sta ancora piovendo, incomincio a prepararmi , scendo faccio colazione con gli amici risalgo per completare le ultime cose , mia moglie sta ancora dormento,ma si accorge di me e mi dice ci vediamo alla mezza .
Scendo e mi accorgo di aver messo il numero del pettorale dietro, mi tocca risistemarlo ,nessun problema , intanto arriva un taxi che ci porta in zona partenza, raggiungiamo il parco troviamo i settori ci prepariamo, l’aria che si respira è quella dei grandi eventi ma c’è un gran silenzio, a parte un altoparlante che da informazioni ma la lingua tedesca non è per tutti per tanto mi scivola addosso come l’acqua, raggiungiamo i cancelli con blocchi di partenza e pur essendo coperti da sacchetti di plastica firmati Adidas ci bagnamo, mentre facciamo un po' di riscaldamento passa tra di noi un mito per noi italiani, colui che ha vinto la Maratona alle Olimpiadi del 2004 il suo nome è Stefano Baldini, il link mi sembra superfluo, che ci incoraggia e prosegue verso la linea di partenza , noi siamo nel blocco E a circa 50 metri dallo start vero e proprio; ormai l’ora fatidica si avvicina,partono gli handBikers e dopo un saluto in multilingua vengono liberati dei palloncini che danno il Via alla Gara.
Tutti noi avevamo degli obbiettivi, Primo, il più deciso per lui la corsa non è più un divertimento sta diventando ahimè un’ossessione, è deciso a finire nelle 3 ore, diesel vuole abbassare il suo tempo, comprensibilmente 3:10 ,il geometra vuol finire la gara visto che avendo subito un operazione al menisco nel mese di marzo tra fermo e recupero non era riuscito a prepararsi al meglio, io che purtroppo non ero riuscito a prepararmi al meglio, causa ristrutturazione casa ero deciso a tirare Diesel sino al 21 tenendo un 4.15 .
Partiamo e anche il primo chilometro si chiude con un 4.35, quindi mi metto davanti a Diesel e comincio a spingere , al terzo chilometro quasi impatto contro una ragazza che forse aveva perso qualcosa e si era fermata, ma fortunatamente nessun problema, al 5° primo ristoro, diesel lamenta un dolore al costato e mi chiede di rallentare.
L’andatura prosegue quindi sul 4.30 circa, e cosi facendo, sotto la pioggia ma con una bellissima sensazione con tante persone che intorno a me continuano a correre con i loro passi le loro attrezzature il loro respiro proseguiamo; i chilometri sono 10 ; l’ausilio di molti spettatori che incitano al passaggio dei corridori con ogni cosa più o meno organizzata e alle rotonde o sotto i ponti ci sono complessini che suonano ,arrivo al 20° chilometro 1.29.26 manca l’ultimo 1000, prima di fermarmi come preventivato alla mezza, ma mi sento bene , forse la gente , la voglia di essere li , di partecipare , se non che arrivato al punto d’incontro intravedo mia Moglie e gli urlo “proseguo ci vediamo all’hotel” , credo mi abbia urlato qualcosa ovvero era incazzata perché stava già prendendo acqua da un po' ma proseguo comunque l’appuntamento era spostato al 34 km poiché l’hotel era proprio di fronte.
Fino al 30 la bella sensazione che avevo è rimasta, dopo, siamo oltre le 2 ore la fatica incomincia a fare capolino, io Diesel e un gruppetto d’italiani di Montebelluna stiamo correndo comunque sempre su 4.35 circa e io sono pronto a gettare la spugna al 34°; ma mi convincono a tenere duro e anche al 34° proseguo, ormai mancano solo 8 lunghissimi chilometri ; al 40 abbiamo passato il muro delle 3 ore le forze ormai scarseggiano, finalmente giriamo in Unter der Linden e vedo la porta di Brandeburgo, la pioggia è finita, c’è una leggera foschia ma forse quella visione mi da la forza di tenere duro e finalmente , dopo circa 10 minuti, sembravano ore, arrivo sul porfido antistante la porta con la gente che urla e applaude, quindi dopo aver aggirato il monumento vedo il traguardo con l’orologio che dice 3:15,02 il Real-Time sarà 3:12:47 .
Arrivo insieme a 2 ragazzi di Montebelluna e mi accorgo che Diesel non c’è; mentre mi incammino dolorante ma felicissimo mi viene consegnata la medaglia, un telo di plastica per coprirmi, quindi proseguo verso la zona di cambio, continuo a cercare con lo sguardo i miei compagni e mia moglie, intanto raggiungo la zona deposito borse ; the Prime è già giunto e mi dice che la sua gara è stata fantastica e che poteva scendere sotto le 3 ore se il tempo non fosse stato cosi inclemente , io annuisco; intanto una ragazza mi chiede se voglio fare un massaggio e io accetto volentieri , al ritorno da quel delizia/supplizio , ma che in fondo mi ha rigenerato, sono arrivati anche Diesel e il geometra , scambiamo qualche parola, ci raccontiamo le sensazioni e ci dirigiamo all’uscita, consegniamo i chip e mi prendo una birretta analcolica offerta dalla Erdinger , quindi raggiungiamo le mogli che sono li che ci aspettano in zona arrivo ancora infreddolite e umide per l’acqua.
La mia dolce metà mi dice: “oggi pomeriggio vieni con me a vedere il museo sotto il muro….”, Io gli dico: “OK” e ci dirigiamo all’hotel con un taxi per fare una doccia calda e rimetterci in sesto.
I tempi a titolo di cronaca:
5° 21:55
10° 44.00
15°1.06.15
20*1.28.40
mezza 1.33.32
25° 1.50.36
30° 2.15.30
35 ° 2.39.50
40° 3.03.45
Finale 3.12.47
Posizione 1744
Nota dolente il chip al piede che è scomodo, e l’impossibilità di cambiarsi in un posto al riparo da acqua o vento; anche i massaggi all’aria aperta non solo possono risultare umidi , ma anche scomodi per tutti coloro che devono lavorare.
Per la cronaca la giornata termina con la visita nei sotterranei di Berlino, che sicuramente molto interessanti non sono riusciti a suscitare in me la stessa soddisfazione di avere terminato la Maratona.
Ma è giusto così, ogni promessa è debito.
La serata si conclude con una cena in un ristorante a birre e stinco.
Lunedi 27 settembre 2010
Arriviamo all’aeroporto e per caso conosciamo un noto giornalista della Gazzetta ovvero, uno che come noi fa le maratona e le racconta Gasparotto, abbiamo così ingannato l’attesa.
Un saluto a tutti e alla prossima Maratona
Andyrun
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